Oggi Italia-Paraguay. Chiellini scommette su Vincenzo Jun 14, 2010
L’Italia si presenta all’appello del Paraguay con sei juventini titolari (o poco meno, in presenza di eventuali sorprese). Qualcuno vuole prendersi qualche rivincita proprio sul club bianconero, come Criscito: «Sì, perché essere qui è proprio una bella rivincita su quella Juve che mi scaricò a suo tempo. Difatti dico grazie a Gasperini e al Genoa, il mio Mondiale a 23 anni è merito loro». Altri scommette su un compagno di club, come fa Chiellini: «Si chiama Iaquinta - dice il difensore -. Sarà il suo Mondiale, glielo auguro, se lo merita. Perché è anche un mio compagno di club. Un amico. Perché può davvero fare la differenza». E Iaquinta replica: «Ringrazio Giorgio, speriamo. Di solito le sue profezie portano bene».
In compenso bisogna portare i saluti a Melo e al suo ultimo verbo («Il Brasile sì che ha un gruppo vero. La Juve non ce l’aveva»). «Salutatemelo, certo. Come? Con il sorriso degli angeli» sibilava Cannavaro, con una smorfia beffarda che era tutto un programma. E Buffon, sempre in attesa di incontrare un giorno Mandela: «Davvero Melo ha dichiarato questo? Boh, è un’opinione personale, allora va rispettata per forza». E ancora Chiellini: «Invece a me non m’interessa cos’ha detto. Chissenefrega, ho cose ben più importanti cui pensare. Possiamo essere all’altezza dell’Argentina, del Brasile, anche se loro partono favoriti e noi no. E dell’Inghilterra, della Spagna, della Francia, di tutti. Questo solo conta per me, ora. Ma dovremo anche saper soffrire. E sapremo farlo».